Canapificio Veneto

Informazioni

CANAPIFICIO VENETO
La storia che vi racconto oggi è legata all’acqua e ha inizio a Venezia, con la famiglia Antonini, vecchia famiglia della borghesia, ricchi possidenti e commercianti.
Andrea senior sposa Antonia Missevich e dal loro matrimonio, nel 1825, nasce Antonio junior, uno dei protagonisti del nostro racconto.
Con la caduta di Venezia, la famiglia Antonini capisce che le mire commerciali hanno bisogno di essere virate verso nuovi orizzonti: l’industria sarebbe stato il nuovo approdo degli affari.
Gli Antonini non sono gli unici veneziani ad avere questa intuizione, con loro anche la famiglia Ceresa, in particolare i due fratelli Giacomo e Pacifico, amici di lunga data di Antonio, tanto che suo figlio, Andrea junior Antonini, sposa Teresa, prima figlia di Pacifico.
Con questo nuovo progetto in mente, si va ora alla ricerca del luogo ideale dove piantare le radici di questa nuova attività, che ha bisogno di acqua per il funzionamento delle macchine. Come prima possibilità si vaglia Venezia, ma nulla fu concluso, si passa poi a Treviso, nuovamente senza risultati.
Infine, Andrea junior Antonini viene a sapere dell’esistenza di un canale: il Brentella, che scorre a
Crocetta Trevigiana e già alimenta la filanda Marcato: quella era l’acqua adatta alla nascita del
Canapificio Veneto.
Il Canale Brentella si presenta come il luogo perfetto dove dare vita al progetto del Canapificio Veneto: la manodopera è facilmente reperibile, i terreni da acquistare sono molti e entro breve sarebbe arrivata la linea ferroviaria Treviso – Calalzo, collegamento indispensabile.
Il Consorzio Brentella, però, non concede più autorizzazioni per lo sfruttamento dell’acqua, perciò
Andrea Antonini rileva un mulino con sega, appartenente al Conte Guillon Mangilli, situato all’imbocco della strada “delle furlane”.
Trovato un accordo con il Consorzio per i lavori di allargamento del canale, il 25 Marzo 1882 viene
stipulato il contratto di cessione: i signori Antonini, Ceresa e Zorzetto diventano proprietari del mulino. Zorzetto, anch’egli Veneziano, è proprietario della Società Veneta di Costruzioni Meccaniche di Treviso e fornirà due turbine per la prima centrale elettrica.
Nel Maggio del 1884 avviene la cerimonia di inaugurazione, sui giornali si legge del Canapificio Veneto, di questa nuova industria sorta “a 1200 metri da Cornuda”.
Si racconta delle prime difficoltà nel trovare la forza d’acqua necessaria per l’attuazione di un simile progetto, del luogo dove sorge e ovviamente si parla della lavorazione.
La canapa: la migliore arriva dalle valli di Ferrara. Viene strappata e in seguito le fibre vengono pettinate, fino ad arrivare alle corderie, dove vengono create corde più o meno spesse.
Si parla degli ottomila fusi che occupano una stanza lunga ottanta metri e larga venti; dell’illuminazione elettrica, applicata in tutto lo stabilimento e della costruzione della casa operaia.
Nel 1908 il Canapificio Veneto compie i suoi venticinque anni ed è un anno doppiamente speciale, poichè Andrea Antonini viene nominato Cavaliere del Lavoro. I festeggiamenti avvengono in grande. Sul campo dove oggi sorge il campo da calcio, viene allestito un pranzo per tremila persone, vi partecipano quasi tutti gli operai e impiegati del canapificio. La festa è spettacolare e l’ammirazione verso Antonini è molta.
Gli anni successivi, invece, si dimostrano un po’ più impegnativi, a partire dallo sciopero del 1913. Gli operai, sfiniti da orari di lavoro fino alle dodici ore consecutive, da bassi salari, stanchi delle scarse condizioni igieniche di lavoro, scendono in piazza a protestare. L’eco di questo sciopero riecheggia in tutto il Veneto e il Nord Italia. Le manifestazioni dureranno oltre quindici giorni e finiranno con la vittoria della classe operaia, nonostante i momenti successivi non saranno rosei.
L’arrivo della Grande Guerra manda nuovamente in crisi la situazione lavorativa, Antonini fa subito
riparare la struttura alla fine delle azioni belliche. Ciononostante, negli anni ’20 il Canapificio Veneto viene venduto ad “una cifra quasi da saldo”.
Infine, l’arrivo di una nuova guerra e specialmente l’arrivo delle fibre sintetiche, molto più economiche di quelle vegetali, sanciscono nel 1967 la chiusura definitiva del Canapificio Veneto, dopo più di ottant’anni di attività.

Vania De Paoli – Outdoor and Culture

CANAPIFICIO VENETO
The story I am telling you today is related to water and it starts in Venice, with Antonini family, old bourgeois family of rich landowners and traders.
Andrea senior marries Antonia Missevich and in 1825 Antonio junior is born, one of the main
charachters of our story. After the fall of Venice, the Antonini family understands that commercial targets need to be shifted to new directions: the industry is going to be the new destination.
Antoninis are not the only family who has this idea. Also Ceresa family, especially the two brothers Giacomo and Pacifico, Antonio’s longtime friends, realise the perspective needs to change. The two families are so close, that Antonio’s son Andrea junior marries Pacifico’s daughter Teresa. With this new project in mind, now all it takes is a place where this new industry can be started. It surely needs water to power the machines.
The first place they consider is Venice, but they can’t find the right spot. Then Treviso is investigated, but again nothing comes out of it.
Finally, Andrea junior Antonini finds out about the existence of canal of running water, wich powers the machines of Marcato’s spinning mill, in Crocetta Trevigiana. That is the right water for the creation of Canapificio Veneto.
Canale Brentella is the perfect place for the Canapificio Veneto to rise: labour can be easily found, land can be easily purchased and in a short amount of time the railway line between Treviso and Calalzo would have been built and it would have been indispensable.
Consorzio Brentella, though, is not granting permissions to use water anymore. Therefore Andrea
Antonini takes over a saw mill, which belongs to Count Guillon Mangilli, situated at the entrance of road “delle furlane”.
Once an agreement is found with the Consorzio Brentella to widen the canal, on March the 25th of 1882 the contract of sale is signed: Antonini, Ceresa and Zorzetto become the mill’s owners.
Zorzetto is Venetian too, he is the owner of Società Veneta di Costruzioni Meccaniche of Treviso and he provides two turbines for the first power station.
On March of 1884 the opening ceremony takes place, on the newspaper everyone can read about the new Canapificio Veneto, this new factory “1200 meters away from Cornuda”.
The news is about difficulty finding the necessary water force for such a project, about the place where it could happen and of course about the processing.
Canvas: the best one comes from the valleys of Ferrara. It is torn and the fibers are combed, until they rich the string making area, where ropes of different thickness are created.
They talk about the 8000 spindles which fill this big room, eighty meters long and twenty meters
wide.They also talk about the electric lighting, wich runs through the entire factory, and about the
bulding of the worker’s home.
In 1908 the Canapificio Veneto celebrates its 25 years of business and that year is twice as special, because Andrea Antonini is nominated Knight of Labour. Celebrations are big. On the filed where today we can find the football pitch, lunch for 3000 people is set up. Nearly all of the workers and employees of the factory are there. The feast is spectacular and the admiration towards Antonini is high.
The following years, instead, become more challenging. First, in 1913, a big strike hits the company.
Exhausted workers take to the streets tired of working time that passes twelve hours, low-wage and poor sanitary conditions. The noise of this protest resounds in the Veneto region and Northern Italy.
Demonstrations last for more than fifteen days and end with the victory of the working class, even
though next years won’t be brighter.
The start of the Great War doesn’t make things easier on a working point of view. Antonini has the
bulindings restored after the military actions. Nevertheless, the Canapificio Veneto is sold in the 20s at a “sale price”.
Lastly, the advent of another war and especially the arrival of synthetic fibers, much cheaper than
vegetable ones, mark the final closure of the Canapificio Veneto in 1967, after more than 80 years of activity.
Vania De Paoli – Outdoor and Culture

Pagina aggiornata il 22/12/2023

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2
Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2
Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2
Inserire massimo 200 caratteri